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BERLINDE DE BRUYCKERE
 
<b>BERLINDE DE BRUYCKERE</b>

BERLINDE DE BRUYCKERE

Inaugurazione:
San Gimignano
Galleria Continua
Sabato 12 maggio 2007 Via del Castello 11,
Fino al 27 agosto 2007, da martedì a sabato, 14.00-19.00


Galleria Continua è lieta di ospitare nei suoi spazi una nuova mostra personale di Berlinde De Bruyckere. L’artista belga presenterà una serie di opere appositamente realizzate per gli spazi della galleria.  

La produzione di Berlinde De Bruyckere si declina nel binomio degli opposti: la vita che si impone sulla morte, l’amore che riscatta violenze e paure, il corpo offeso che si offre e si cela alla vista. Cariche di forza e di carnalità le sculture della De Bruyckere raccontano un modo di vittime, di orrori ma anche di dignità umana, di riscatto e di amore.
In questa mostra l’artista torna a rappresentare figure solitarie, silenti e fragili che si offrono al pubblico come metafore della sofferenza psicologica e del disagio.
Nella scultura che apre il percorso espositivo ritroviamo uno dei soggetti più cari all’artista, il cavallo. La prima rappresentazione risale al 2000 quando l’artista interviene al Flanders Fields Museum di Ieper in Belgio. Il contesto in cui si trova ad operare, ovvero un museo costruito in memoria della Prima Guerra Mondiale, induce l’artista ad una riflessione sulla guerra e sulla morte. Individuando nelle immagini di cavalli straziati la metafora della morte, la De Bruyckere prende a rappresentarli con tratti essenziali, disposti su tavoli, appesi ad un albero o a scarne strutture in ghisa; la sua ricerca si concentra sulle forme plastiche, sulla postura drammaticamente contratta o dolcemente accoccolata, esaltando, quando il profilo della linea lucida del pelo quando i tratti più vigorosi, possenti e sensuali del corpo dell’animale.
Aperta a molteplici interpretazioni e letture l’opera della De Bruyckere, anche in questo caso, lascia spazio ad una ulteriore trasfigurazione del soggetto, là dove, nel cavallo si voglia cogliere la rappresentazione delle qualità umane ma anche del dualismo tra vita e morte, tra eros e thanatos.

Con la grande installazione realizzata per la platea del cinema l’artista introduce una nuova tematica che sviluppa a partire da un riferimento iconografico preciso, l’albero. Se in alcune precedenti opere site specific l’albero era stato utilizzato dalla De Bruyckere come sfondo narrativo, qui acquista una funzione centrale. Albero come immagine fortemente simbolica legata alla vita ma anche come elemento materico, organico, mutevole: legno come metafora del ‘pensiero’.
Tronchi d’albero scavati e modellati dal tempo, nodi e venature vengono fuori dalla trama della cera. Vulnerabili e mutilati come le altre figure che li accompagnano, trovano precaria protezione dietro sottili riquadri di vetro.


Berlinde de Bruyckere nasce a Gent nel 1964, città dove vive e lavora.
L’universo dolente e ferito raccontato nelle opere della De Bruyckere si impone all’attenzione della critica internazionale all’inizio degli anni Novanta. In questo primo periodo l’artista costruisce rifugi, luoghi precari e transitori fatti di stracci intrecciati, letti metallici stracolmi di coperte dalle fogge più varie dove l’uomo sembra disperatamente cercare rifugio e protezione. Conosciuta dal grande pubblico italiano grazie alla partecipazione, nel 2003, alla 50esima Biennale di Venezia, l’artista annovera nel suo curriculum esposizioni prestigiose, sia in spazi pubblici che museali. Solo per ricordare le più recenti: Of Mice and Men, Berlin Biennale, Berlino (2006); ARS 06, Kiasma, Helsinki (2006) per quanto riguarda le mostre collettive e Berlinde De Bruyckere, La Maison Rouge, Parigi (2005); Één, De Pont Stichting voor hedendaagse kunst / Foundation for Contemporary Art, Tilburg (Olanda, 2005) e Undercover, Kunsthalle, Quadriennale 06 Artcity, Duesselorf (2006) per quanto riguarda invece le mostre personali.



Per ulteriori informazioni sulla mostra e sul materiale fotografico:
Ufficio stampa Silvia Pichini press@galleriacontinua.com

 
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